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日志


9月20日

Tra un tg ed un altro abbiamo mai pensato che questo è vero?

"Dal crollo delle Torri il pericolo è il musulmano. Ma dal 2001 non un solo italiano, non UNO, è stato ucciso in Italia da un musulmano per motivi religiosi. La Lega vieta le moschee, luoghi di preghiera, ma non si preoccupa del dilagare della mafia e della droga al Nord".         Beppe Grillo
9月12日

La legge è uguale per tutti

"Il governo non censuri la stampa affinchè la stampa sia libera di censurare il governo"    Corte Suprema USA 1972
9月10日

Colpetto di stato

Da www.beppegrillo.it 

Un blogger mi ha segnalato una modifica del Codice Penale che abolisce il reato di colpo di Stato. E’ successo due anni fa, con il penultimo governo dello psiconano. Ma nessuno se ne è accorto. Lo ammetto, neppure io. Giornali e televisioni ripieni di giornalisti e direttori piduisti neanche. Si sono voltati dall’altra parte di fronte allo stravolgimento dell’articolo 283.
Dal 2006 partiti, massonerie coperte e organizzazioni criminali possono fare un colpo di Stato senza conseguenze. Purchè non usino 'atti violenti'. Lo possono fare con la corruzione, con l’informazione deviata, con i criminali in Parlamento sottratti alla scelta elettorale per l’abolizione della preferenza.
Questi, sia i PDL che i PDmenoelle, si sono cautelati per il futuro. Metti che le cose cambino. Che in Italia si affermi la democrazia. E che qualcuno chieda conto a questi impuniti delle loro azioni, anche del colpetto di Stato che hanno già fatto. In quel caso si appelleranno al nuovo Codice Penale, il Codice P2, in nome della giustizia.

Caro Beppe,
il 13 marzo 2006 sono stati modificati vari articoli del Codice Penale riguardanti gli attentati allo Stato. Di sicuro il paese sentiva un gran bisogno di queste modifiche. La più interessante è la quella dell'articolo 283 del Codice Penale. Così recitava:
'Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.' E' stato modificato in: 'Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni'."
Con atti violenti, non attraverso il partito di cui è padrone o corrompendo parlamentari attraverso le loro amanti. Preparati al Golpe, ma non temere se non ci saranno 'atti violenti', sarà perfettamente 'legale'. Per pura coincidenza ricordo che l'articolo 283 è quello che fece processare la P2."

Ps: Il 25 aprile 2008 le televisioni di tutto il mondo hanno ripreso il V2 day. In Italia lo ha ripreso in circuito chiuso solo la Digos. La televisione australiana ha trasmesso un servizio di un’ora. Anche gli aussie sanno cosa succede nel Bel Paese. Ho estratto e sottotitolato dieci minuti di trasmissione. E’ uno spettacolo!

9月1日

Cinesi che piacciono al leghista

 
Un laboratorio con le finestre oscurate, dormivano in una botola, al lavoro giorno e notte
Sebastiano Canetta
Ernesto Milanesi
VICENZA
il manifesto, 23 agosto 2008

 
La legge del taglione applicata alla Lega alla veneta. Effetto boomerang clamoroso per chi predica la legge dei paròni in casa nostra e razzola la propaganda anti-immigrati. Renato Zanetti, 57 anni, assessore alle attività produttive e presidente degli artigiani di Cartigliano, nel vicentino, «ospitava» nel capannone di famiglia il più classico dei laboratori «made in China». E' l'imprenditoria tipica del Nordest che sbraita in difesa del modello indigeno e dimentica allegramente la coerenza di fronte ad un po' di schei.
Così in quest'angolo di vicentino (3.700 anime) spunta il leghista «cinese». Di giorno gridava all'invasione dei prodotti dell'Oriente, di notte ospitava gli «schiavi» con gli occhi a mandorla a trecento metri da casa. Renato Zanetti la considerava una sorta di «risarcimento danni» fai-da-te: qualche anno fa aveva dovuto chiudere l'azienda nel ramo della ceramica proprio per colpa dei cinesi, dai quali incassava l' affitto per il piccolo immobile inutilizzato in via Duca di Modena.
Se non fosse stato per il rumore dei macchinari, anche nel cuore della notte, non li avrebbero mai scoperti. Ma le finestre perennemente oscurate e l'apparente assenza di vita nello stabile dell'assessore hanno insospettito la Guardia di finanza di Bassano del Grappa. Mercoledì, dopo giorni di appostamenti, il blitz degli uomini del capitano Danilo Toma ha svelato le terribili condizioni di lavoro dei cinesi della Lega, e la singolare doppia vita dell'assessore.
Ma le manette sono scattate solo per tre cittadini col passaporto di Pechino: Yu Weizhang, la responsabile «de facto» del laboratorio clandestino, Yu Sao We e Zhen Cong, due operai accusati di aver violato la Bossi-Fini. Zanetti, al contrario di Zhou Aihua, titolare dell'azienda già in carcere a Verona, non è nemmeno indagato: il contratto d'affitto del capannone della vergogna era regolare.
La scena che si è materializzata agli occhi dei finanzieri dopo l'irruzione nello stabile è raccapricciante. Nella densa cortina di polvere, tra cumuli di rifiuti e scarti della lavorazione, c'erano le sagome di otto immigrati cinesi: quattro donne e quattro uomini praticamente ridotti alla condizione di schiavitù, che in silenzio e a schiena bassa facevano girare a pieno regime i vecchi telai nascosti dalle pile di vestiti. «Tessevano senza sosta montagne di capi da confezionare, circondati dal degrado più totale. Quando ci hanno visto si sono improvvisamente agitati: hanno iniziato a correre e a gridare. Ma l'aspetto che ci ha colpito di più è stato il "doppio fondo" che abbiamo trovato sul muro del capannone. Da una botola nascosta si accedeva alle stanze "da letto", di cui una piccolissima: pochi metri quadri con i letti ammassati e un puzzo incredibile», afferma l'ufficiale delle Fiamme gialle.
Il doppio fondo che non ti aspetti, come la militanza leghista e part-time dell'assessore di Cartigliano. Adesso cade dalle nuvole: «Cosa combinassero là dentro i cinesi davvero non lo sapevo», giura. E precisa: «So solo che le loro attività non disturbavano nessuno. Certo, sapevo che lavoravano anche di notte, proprio come le formiche. Avevo visto che avevano perfino messo le tende alle finestre e non aprivano mai la porta. Ma consideravamo l'affitto mensile che ci pagavano come una specie di compensazione - ammette Zanetti - In fondo, è proprio per colpa della Cina che abbiamo dovuto chiudere la nostra attività originaria».
Ammissioni che colpiscono come uno schiaffo il sindaco (anche lui padano) Germano Racchella: «La scoperta del laboratorio clandestino nello stabile dell'assessore Zanetti è una vera e propria mazzata che cade in testa al comune. Non me l'aspettavo: e devo dire che sono sorpreso più come leghista che in veste di cittadino».
Ieri Racchella ha convocato un summit d'urgenza con i vertici locali della Lega Nord. L'assessore adesso parla a ruota libera. Precisa, aggiusta, corregge gli inquietanti particolari. Per lui era tutto regolare: «La titolare si era rivolta a noi la scorsa primavera perché era stata costretta ad abbandonare la precedente sede. Ne stava cercando urgentemente un'altra, ed era venuta casualmente a conoscenza della disponibilità del nostro capannone. Abbiamo controllato bene le sue credenziali. Come potevamo immaginare cosa stava facendo là dentro: era iscritta alla Camera di Commercio e i dipendenti erano a posto con il permesso di soggiorno».